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di Gianni Grosso il segretario dell' associazione. |
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Ibridi di Cappuccini per Passeri del
Giappone.
(Italia Ornitologica n°2 Febbraio 1997.)
La soddisfazione di aver ottenuto degli ibridi
tra
alcune Specie di Cappuccini e i Passeri del Giappone, mi ha spinto a far conoscere le mie
esperienze agli appassionati di questi rustici uccelli. Le Lonchure in genere non hanno
dei colori appariscenti e vivaci come alcuni Diamanti australiani, ma si fanno apprezzare
per le loro tonalità calde e per la sericità del piumaggio che appare uniforme e
compatto. Da anni allevo Passeri del Giappone, ma quando nell'autunno del '93 ho avuto
l'occasione di trovare in vendita dei Cappuccini neri (Lonchura stygia)
non ho avuto alcuna esitazione e me ne sono portati a casa due coppie sognando di
riprodurli. Di questi uccelli mi piace il colore nero uniforme che mette in risalto il
sopraccoda giallo e il becco grigio azzurro. Uno dei maschi che acquistai aveva
tre-quattro piume al centro del petto color bianco crema che lo distinguevano dagli altri.
Sistemati in primavera sul balcone di casa in capaci gabbie, le due coppie si adattarono
presto
ai nidi a cassetta e i maschi iniziarono a
sistemare gli interni con i fili d'erba che gli procuravo. Le cose però nel primo anno
non andarono lisce, perché in breve tempo persi le due femmine, una per una infezione
alla zampa e l'altra la trovai morta nel nido dove non era riuscita ad espellere l'uovo.
Accoppiai subito i due maschi a due femmine di Passero del G. nero brune, sperando negli
ibridi, ma la stagione finì senza novità. L' anno successivo tentai ancora di ottenere
degli ibridi con le Passere d.G., ma, delle poche uova deposte, solo due risultarono
fecondate; inoltre gli embrioni morirono nell'uovo ad uno sviluppo stimabile attorno agli
otto-dieci giorni. Si arriva alla terza primavera con gli stessi obiettivi ma con un solo
maschio di stygia, poiché l'altro era morto improvvisamente qualche mese prima.
Accoppiato ancora con una Passera d.G. nero bruna, questa volta ho schermato metà
frontale della gabbia, attorno alla cassetta nido, con rametti di conifera verdi. Dopo
pochi giorni di ambientamento ho constatato che passavano la notte assieme nel nido e dopo
un paio di settimane la femmina ha deposto tre uova. Nei primi giorni durante il dì era
il maschio stygia che restava più a lungo nel nido, in seguito i compiti si sono
equilibrati. A quindici giorni dalla deposizione dell'ultimo uovo sono nati due piccoli
ibridi, mentre il terzo uovo non era stato fecondato. La crescita nel nido è proseguita
regolarmente e il ventesimo giorno sono saltati fuori, presumibilmente perché disturbati
dalla manutenzione della gabbia. Ho notato subito che uno dei due aveva il piumaggio di un
grigio marrone più scuro dell'altro; inoltre era leggermente più grosso. Lo svezzamento
è durato più a lungo del periodo impiegato dai Passeri d.G., ma gli F1 erano vispi e
già dopo tre settimane mostravano qualche piuma nera sulla gola. Ero molto curioso di
vedere quale aspetto avrebbero assunto dopo la prima muta, anche perché uno dei due, quel
lo più scuro, incominciava a gorgheggiare rivelandosi un maschio. Alla fine questo è
diventato completamente nero su tutto il corpo con sfumatore bruno scuro su dorso e
copritrici alari, l'altro ibrido invece è una femmina e a differenza del fratello ha il
petto e il ventre barrati da sottili linee bianche. Tanto sospirato è stato questo
risultato, ottenuto dopo tre anni, quanto sorprendente invece è stato l'ottenimento di
ibridi tra il Cappuccino dai cinque colori (Lonchura quinti color) e
il Passero d.G. Ho acquistato un maschio di Qinticolor nel maggio del '96 da un
importatore, con il proposito di adattarlo gradualmente alla cattività per poterlo
utilizzare nella stagione successiva.
Invece, messo in
una gabbia con una Passera d.G., tanto perché si facessero compagni, nel giro di pochi
giorni hanno dato segni di affiatamento e con la prima deposizione avvenuta dopo qualche
settimana sono nati cinque ibridi di una vivacità e robustezza che mi hanno sorpreso. I
genitori si sono rivelati ottimi allevatori tanto che, svezzati i primi cinque, ne hanno
"sfornati" altri sei in una seconda covata. Di questi ibridi, anche se hanno
iniziato abbastanza presto a sostituire alcune piume da nido con quelle da adulto, dopo
quattro mesi il maggior numero di essi non aveva completato la muta, pur dimostrandosi in
piena forma. Ho esposto gli F1 sopracitati a qualche mostra dove hanno ottenuto dei buoni
punteggi. Un giudice ha attribuito all'ibrido del Quinticolor la paternità del Cappuccino
Malacca Tricolore. Ma, nonostante questo, gli ha assegnato un punteggio d'onore a riprova
che anche gli F1 di questo tipo possono ben figurare. Questa svista del giudice, a mio
avviso, è accettabile e giustificata dal fatto che, nel gruppo delle Lonchure, ci sono
delle Specie e Sottospecie che non sono facilmente identificabili a prima vista; si può
immaginare cosa succede negli ibridi in cui i caratteri vengono ulteriormente rimescolati
e confusi. Vorrei aggiungere una nota sulla dieta che riservo ai miei uccelli durante la
stagione cove, vale a dire dalla primavera a metà autunno. Oltre al solito misto di semi
secchi per Estrildidi, cerco di fornire ad essi con regolarità e in quantità le spighe
immature delle graminacee spontanee che riesco a raccogliere negli incolti e nei prati
della periferia. Questo alimento è molto gradito, specialmente nello svezzamento dei
piccoli, inoltre aiuta i giovani a superare facilmente il periodo in cui devono rendersi
autonomi. Le graminacee in oggetto e che sono riuscito ad identificare sono:
A Digitaria B Poa C
Setaria D Panicum 1 Setaria 2 Panicum 3 Dactylis glomerata 4 Lolium
Sulle proprietà alimentari di queste e sui loro effetti benefici faccio molto
affidamento, perché mi evitano di preparare pastoncini elaborati la cui somministrazione
mi è anche impedita dal poco tempo disponibile. Negli anni ho constatato che le Lonchure
che ho posseduto hanno dimostrato una netta preferenza per le sopracitate graminacee,
mentre non sono risultati particolarmente graditi i semi immaturi di altre erbe spontanee
quali il Radicchio selvatico. la Borsa di pastore, il Ravizzone, la Piantaggine maggiore e
la Centaurea. I semi di queste, come si sa, hanno un contenuto oleoso più elevato e sono
ricercate dai Fringillidi; la deduzione è che la natura delle Lonchure sia più
predisposta per i semi a forte contenuto di amidi. Nel concludere, spero che queste
esperienze facciano intravedere le moltissime prospettive offerte dell'allevamento di
questi uccelli e i traguardi ancora inesplorati che potranno essere raggiunti.
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