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testo e foto di Gianni Grosso allevamento Adriano D'Alessio. |
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Organetto x Ciuffolotta.
(Italia Ornitologica n°4 Aprile 2000.)
| L'uccellino, che è un ibrido di Organetto per Ciuffolotta, non sa che oltre ad un
numero segnato sul registro di allevamento ha anche un nome: "Pantani". Il suo
allevatore è Adriano, un caro amico che, oltre ad allevare canarini ad ala grigia,
ha una passione profonda per i fringillidi nostrani, tanto è che le sue gabbie e voliere
ne alloggiano diverse coppie in purezza e in ibridazione. La coppia, formata dagli uccelli sopra menzionati, era assieme da oltre due anni in un gabbione delle dimensioni di cm 90x90x90 posto in giardino protetto dalla sporgenza del tetto di un ripostiglio di attrezzi. Gli uccelli, pur dimostrano do affiatamento, nella prima stagione cove del '97 non fecero vedere neanche un uovo, mentre nella successiva del '98 le uova deposte furono nove, ma, sparse dalla ciuffolata fuori dal nido, andarono tutte perdute. A metà maggio del '99 la femmina depose il primo uovo nel nido di vimini che era stato schermato con rametti di pino. Uuovo fu lasciato in attesa degli altri, ma nei giorni successivi non si videro né uova né la coppia tentare cenni di cova. Dopo otto giorni fu tolto l'uovo e messo nel nido di una canarina che aveva appena finito di deporne tre e che aveva iniziato a covarli. Passati cinque giorni le uova furono sperate e constatato che erano tutte feconde si può immaginare la soddisfazione di Adriano. Nel frattempo la ciuffolotta aveva ripreso a deporre delle uova, solo che, invece di depositarle nel nido, le rilasciava tra gli aghi di pino con il risultato di permetterne il salvataggio di sole quattro su otto. Distribuite in nidi di canarine risultarono in seguito tutte chiare. Fortunatamente, dopo dodici giorni di cova, la mattina del 3 giugno l'ibrido si liberò del guscio precedendo così di un giorno la schiusa della covata di canarini. La canarina però non alimentava i pullus confermando il difetto manifestato in precedenza; per ciò, dopo aver alimentato a mano i piccoli, fu necessario trasferirli sotto un'altra canarina che aveva già tre nati da tre giorni. La nuova balia accettò tutti senza fare storie, solo che imbeccava i canarini e non l'ibrido, probabilmente perché era debole e non sollevava la testolina. Fu necessario insistere con l'imbeccata manuale forzando l'apertura del becco e iniettando con una siringa piccole quantità di omoge- |
Finalmente le difficoltà iniziavano ad appianarsi; nonostante questo, al fine di potenziare ulteriormente la dieta di proteine animali, all'uc~ cellino in questione venivano date delle imbeccate supplementari dell'omogeneizzato di cui sopra arricchite dal "succo" di camole del miele. Anche ai canarini compagni di nido venivano date alcune imbeccate extra con lo scopo di smorzarne l'esuberanza nel reclamare il cibo dalla loro madre. Questo accorgimento metteva in un certo senso alla pari anche l'ibrido che riusciva a farsi accudire come |
g li altri; così ebbe uno sviluppo rapido, tanto che al quindicesimo giorno era già sul posatoio vicino al nido precedendo il "gruppo" di due giorni.Le imbeccate a mano furono ben accette fino ai vcntunolventiduc giorni poi, attorno al mese di vita, incominciò ad alimentarsi da solo. Una sera Adriano, appena rientrato dal lavoro, si accorse che la canarina aveva spiumato completamente la testa all'ibrido rendendolo calvo. Controllato subito che non fosse ferito lo spostò in una gabbia da solo e nel vederlo così pelato gli ricordò Pantani che in quel periodo era stato al centro delle vicende ciclistiche. Uaccostamento al campione sportivo lo portò a personalizzare l'uccello chiamandolo simpaticarnente con il nome del famoso ciclista. Ora quando tra amici si parla dell'ibrido di Adriano è per tutti "Pantani". Da quando fu separato gli furono messi a disposizione il misto per canarini e del pastoncino mescolato a semi germogliati, inoltre ogni giorno poteva gustare alcune bacche selvatiche che iniziavano a maturare. Agli inizi di agosto, in preparazione alla prima mutua, gli fu dato del pastoncino secco con colorante ma, temendo che questo alimento gli potesse nuocere, dopo otto giorni gli venne tolto mantenendo la dieta di prima arricchita dalle bacche di Sorbo degli uccellatori e di Sorbo montano. Quest'ultimo veniva gradito in modo particolare mangiando prima i semi neri e poi ingoiando il resto della polpa con evidente golosità. A metà agosto spuntarono le prime piumette rosse facendo capire che era maschio, e così, verso il venti di settembre completò la muta coprendo la calvizie e assumendo, nelle zone di elezione, una colorazione rossa molto estesa e tanto intensa che non è frequente da riscontrare nei soggetti alla prima muta, siano essi ibridi o ancestrali. Ora Pantani si lascia accudire tranquillamente dal suo proprietario e si avvicina alla sua mano per raccogliere le golosità che gli vengono offerte; anche con gli estranei non manifesta eccessivo nervosismo lasciandosi osservare in tutta la sua eleganza. Se si possono trarre delle conclusioni, questa esperienza di allevamento sembra poter dire che certi |
risultati si riescono ad ottenere aiutando molto quel pizzico di fortuna che ci è concessa con una grande passione, purchè sia supportata da sensibilità, attenzione e impegno costante. li giusto merito quindi ad Adriano e a tutti quegli Allevatori che ci permettono di gustare l'osservazione di certi gioiellini alati. |
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