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Esperienze personali |
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Quello che mi ha spinto a cimentarmi nella riproduzione del ventre arancio è stata la frase frequente che si trova in diversi manuali generici "si riproduce facilmente in gabbia" oppure "specie adatta per dilettanti" allora mi sono chiesto o sono una mezza cartuccia come allevatore (probabile) o quì c'è qualche cosa che non quadra.
Alla faccia del facile da riprodurre è possibile che abbia scelto una coppia particolarmente diffidente oppure le frasi sopra non sono del tutto veritiere.
Posso assicurare che di tentativi ne ho fatti in gabbia, poi in una volieretta che lasciavo in una stanza separata in modo da disturbare la coppia solo per fornire cibo e acqua con l'accortezza di mettere recipienti capienti che assicurassero la presenza di cibo per almeno quattro giorni.
Ultimo ma non solo la voliera e nemmeno in voliera (mt 6x2,40x2,40h) è stato così facile diciamo che dall'inizio della sperimentazione le fasi sono state deposizione di poche uova infeconde in gabbia, deposizione di molte uova feconde e non con nascita dei piccoli subito abbandonati nella volieretta, deposizione di 4-5 uova (causa anche dello spazio limitato nel nido in vimini) con nascita di 2-3 pullus parzialmente svezzati e lasciati morire fino alle ultime due covate andate a buon fine con un totale di 5 novelli autosufficienti ed inanellati F.O.I. e viste le dimensioni dei piccoli non è cosa da poco.
Ora dirò omettendo grammatica e logica le varie esperienze ed osservazioni su questa splendida specie dico splendida perché di solito siamo abituati a vedere decine di ventre arancio o fac simile nelle volierette dei mercatini dove i soggetti spesso deplumati appaiono sofferenti ed arruffati ma li vedeste con il loro piumaggio lucente tra il verde delle piante sembra di vedere i tramonti dell'Africa.
Allora ho osservato che i piccoli a pochi giorni di vita hanno le dita delle zampe e le unghie particolarmente lunghe tanto che gli anellini faticano ad entrare non per il diametro delle dita raggruppate quanto per la differenza quasi sproporzionata tra il dito medio e le altre.
Crescono molto in fretta ed escono dal nido con la stessa fretta tanto che, se nel periodo in cui i pulcini sono quasi pronti ad uscire intorno al 10° giorno, ci si sporge per guardare nel nido questi si lanciano nel vuoto anche se non sanno ancora volare l'azione da l'idea di una esplosione di ventre arancio, si lanciano tutti insieme e cercano di aggrapparsi al primo ramo che urtano cadendo (ecco forse il motivo dello sviluppo anticipato degli artigli).
Riassumendo fino a questo punto crescono velocemente escono dal nido precocemente ma ricevono l'imbeccata dei genitori per molto tempo dopo l'uscita dal nido.
Quando i piccoli cadono svolazzanti dai rami o dal nido i genitori con richiami continui seguono volando tutta la caduta del piccolo fino a terra e gli rimangono accanto per rassicurarlo è un comportamento straordinario si sente proprio a pelle l'attenzione e forse direi l'amore che provano per i propri figli sono molto legati per tutto il periodo dello svezzamento.
I piccoli ricevono l'imbeccata spesso a terra abbassando la testa con il becco spalancato e le ali aperte sollevate in alto un atteggiamento che sfiora l'aggressivo.
I genitori passano molto tempo a becchettare a terra cosa è talmente piccolo da non poterlo osservare comunque li ho visti spesso sopra il muschio è un'abitudine quella di cercare cibo rimanendo molto tempo a terra che il ventre arancio ha anche normalmente non solo durante il periodo delle cove.
Per l'alimentazione insettivora ho avviato un tarmario (tarme della farina) con larve a diversi stadi di maturazione così ho tarme piccole per i piccoli granivori tipo il nostro e tarme più grandi per altre specie.
Ho notato che alimentano i piccoli soprattutto nella prima fase di allevamento con le tarme piccole, il pastoncino, l'uovo sodo e i semi delle erbe che crescono all'interno della voliera o che metto io raccolte dal prato vicino si riforniscono di vari alimenti e poi vanno al nido per l'imbeccata.
Su consiglio di un amico ho messo della frutta avariata appoggiata a contatto del terreno per attirare insetti tipo i moscerini (drosofile) ma non ho notato una particolare attenzione da parte dei ventre arancio per questa soluzione.
Ho constatato che durante il periodo più fresco verso l'autunno in una fase di cova la coppia ha scelto il nido a cassetta con foro circolare foderandola a mo' di palla devo dire che forse in quel periodo i nati non sono sopravvissuti forse proprio per la rigidità improvvisa del clima.
Di recente una nuova sorpresa l'ultima cova iniziata con i primi di novembre 10°C è andata avanti fino alla schiusa man mano che i piccoli mettevano le piume la temperatura scendeva fino di notte a 1-2°C poi prima del famoso balzo nel vuoto e soprattutto prima di perdere la covata ho fatto un tentativo del tipo prendere o lasciare ho trasportato la coppia con il nido nella stanza che normalmente uso durante l'inverno mettendo genitori e nido in una gabbia da cova (60x35x40cm. circa) e grazie a quel legame stretto che ho descritto sopra i genitori hanno continuato ad imbeccare i piccoli nel nido come nulla fosse 5 minuti dopo l'alloggiamento e ora li potete vedere in fotografia nella sezione riproduzione allevamento.
Un'ultima cosa il ventre arancio se abituato all'esterno dalla primavera può resistere a temperature fino a -5 -7°C oltre non ho rischiato ciò non esclude che possa resistere per tutto l'inverno l'importante è che abbia un nido con del materiale per foderarlo che i ventre arancio usano durante la notte.
Se mi verranno in mente altri particolari non esiterò a pubblicarli in modo che tutti quelli che vogliono cimentarsi con il ventre arancio possano basarsi su delle esperienze fatte tentando così magari qualche cosa di nuovo.
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