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| Quindici anni d'autunno. (a nonno Francesco) |
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Abbracciato alle esili gambe con la schiena rabbrividita dalla brezza di ponente al calar del sole annusavo le ginocchia dipinte di verde selvatico e concentrando lo sguardo sui rami degli ontani a frutto, cercavo il frenetico movimento dei lucherini appesi ai succulenti pendagli, solo alzandomi ed avanzando felpato ne scorgevo il numero quando di giallo oro si alzavano in volo e pendolando nellaria tersa si allontanavano in gruppo.Con un sospiro affrontavo lultima penombra dei noccioli verso la tiepida cucina dove la minestra offuscava i vetri e la campana con otto rintocchi annunciava la cena ristoratrice. S.D.B. |
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